Corrispondenze (1)

L’espressione «fog of war» indica, nel gergo giornalistico,
la cortina fumogena di informazioni non verificate che le forze in campo innalzano per nascondere i fatti, e che produce in genere quella fantasmagoria irreale di voci, impressioni e opinioni di cui traboccano, in questi giorni, i media.
Contro questa strategia antichissima, ma sempre più perfetta, sembrerebbe non esistere difesa – eppure l’eccezionale testimonianza appena inviataci da Tim Judah dimostra che la nebbia, forse, può diradarsi, e che quanto sta avvenendo a Baghdad ha in fondo un senso, una forma, una realtà.


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Tim Judah
Morte a Baghdad