
Nel 1941 Georges Simenon vive in Vandea, nel magnifico castello di Terre-Neuve, nei pressi di Fontenay-le-Comte. Da circa otto anni è passato dall'editore Fayard alla scuderia di Gaston Gallimard, e proprio nel corso del 1941 è impegnato nella stesura di quello che considera il suo progetto più ambizioso e che diventerà del resto il più discusso dei suoi romanzi: Pedigree. Nel frattempo, però, bisogna pur vivere; e così lo scrittore continua a dare racconti a quasi tutti i quotidiani e le riviste di Parigi: dal «Petit Parisien» al «Journal», da «Paris-Soir» a «Tout et Tout». Proprio su «Tout et Tout», il 19 aprile del 1941, appare La cabane à Flipke (mai tradotto in italiano prima di ora). Ed è interessante notare come Simenon sembri «riciclare» temi e atmosfere (e addirittura nomi) che ha usato, non molto tempo prima, in alcuni dei suoi grandi romanzi: qui, per esempio, ritroviamo Furnes, la città fiamminga in cui lo scrittore aveva ambientato, appunto, Il borgomastro di Furnes, pubblicato nel 1939; nonché il nome Popinga qui attribuito a un personaggio citato en passant , lo stesso del protagonista dell'Uomo che guardava passare i treni, del 1938.